I CHIOSTRI DELL’UMANITARIA

Location eventi aziendali “I Chiostri Dell’Umanitaria o di San Barnaba“, sita in via Daverio 7, si trova alle spalle del Palazzo di Giustizia, nel cuore di Milano, facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici.
La struttura è caratterizzata dai famosi chiostri e dallo splendido salone degli affreschi. Usata dai brand sia della moda che dall’imprenditoria, da anni è una location storica di attività artistiche e culturali. Facilmente modulabile per ogni tipologia di evento, dalla presentazione di nuovi prodotti, a conferenze meeting, sfilate, cene aziendali, matrimoni e feste private.
Edificio storico della seconda metà del ‘400 racchiude un rigoglioso giardino e il refettorio, completamente ristrutturato e splendidamente affrescato, è stato adibito a salone per le feste, con capienza fino a 200 ospiti.
DESCRIZIONE LOCATION CHIOSTRI DI SAN BARNABA
Chi agisce dietro le quinte? Lo chef Giancarlo, milanese di nascita, ma napoletano di origine, che si avvicina alla cucina una ventina di anni fa quasi per caso, quando scopre la leggera creatività di Pietro Leemann e ne rimane rapito. Lavora a lungo per Leemann acquisendo grande capacità nel cucinare piatti vegetariani.L’incontro di qualche anno fa tra Giancarlo e i Chiostri avviene nella ricerca da entrambe le parti di trovare un punto di incontro fra la cucina tradizionale e quella naturale e genuina. Quest’obiettivo comune è il risultato di un continuo studio di abbinamenti nel rispetto dell’alimento da una parte e della proposta di soli prodotti di stagione utilizzando fornitori e produttori storici di Milano dall’altra.
Paola e Massimo, proprietari del ristorante con alle spalle anni di esperienza nel campo della ristorazione e del catering, soci nella vita e sul lavoro, hanno voluto puntare sulla professionalità, oltre che sulla creatività e l’entusiasmo di Giancarlo, creando con lui menu in continua evoluzione e sfruttando tutti i prodotti freschi di stagione, in modo da offrire ogni volta nuove e uniche esperienze culinarie.
La costituzione di una nuova congregazione francescana, legata alla costruzione del complesso e che godeva dei favori degli Sforza, fu all’origine della denuncia da parte di un gruppo di francescani minori al governo della Serenissima, che sfociò, nel 1470, in una breve pontificia di Paolo II che ordinava la sospensione delle opere nel cantiere di Milano.
Occorsero quasi trent’anni perché la chiesa venisse ultimata e consacrata nel 1497. La costruzione del complesso conventuale, fu affidata di certo alla famiglia Solari, già conosciuta per l’opera di Guiniforte, architetto in S. Maria delle Grazie, prima dell’intervento del Bramante.
Il convento, che alla fine del ‘500 contava 3 chiostri e 60 celle, già un secolo dopo si era ingrandito con 30 celle e un chiostro in più.
Il refettorio del convento, il prezioso Salone degli Affreschi, era riccamente ornato dalla Crocefissione di Bernardino Ferrari (1520), dalla cena del Lomazzo e da opere di Marco d’Oggiono.Nel 1805 il complesso fu requisito da Napoleone, sconsacrato ed incamerato nel demanio statale; in seguito condivise le sorti di altri edifici religiosi del Nord Italia, diventando prima scuderia, poi magazzino, ospedale ed infine un riformatorio.
A cavallo tra ‘800 e ‘900 le sorti della chiesa e del convento presero strade diverse. La chiesa venne adibita a sala concerti, ma in seguito la proprietà passò alle suore di Santa Maria Riparatrice, che la risistemarono e la riconsacrarono al culto.
Nel 1967 fu acquistata dai Cavalieri del Santo Sepolcro di Gerusalemme, che ancora oggi ne gestiscono la proprietà. Il convento, invece, passò dalle mani del Riformatorio Marchiondi alla proprietà di Prospero Mosè Loria: all’ombra dei chiostri di questo convento comincia la storia della Società Umanitaria nella sua sede storica.